Ben aza quela zota

In un codice manoscritto del XV secolo, Magl. VII 10 1978, della Biblioteca Magliabechiana di Firenze, appare una versione della Zotta dotata di 19 strofe, alcune con lacune (non ho potuto controllare il codice originale, ma mi sono servito di una trascrizione su un testo del 1913): ho scelto di mettere in musica quelle ancora integre.

Nel libro 9 di frottole stampato da Petrucci, Venezia 1508, appare una frottola di Ludovico Fogliani, che contiene ripetute citazioni di canti di stampo popolare: alla fine del pezzo appaiono sovrapposte quattro strofe della Zotta. Ho scelto l’intonazione della linea del canto come melodia per intonare questa canzone.


Testo: codice Magl. VII 10 1978, come riportato in Studi di poesia antica, Tommaso Casini, Città di Castello, 1913

Musica: Frottole, libro 9, Petrucci, Venezia, 1508


Testo

Ben aza quela zota che ‘nnamorato m’à.

1. La zota me dà briga,
mostrandome la fi-
figura del so bel viso. Ben aza ecc.

2. La zota me dà inpazo
e piarne pe’ lo ca-
capuzo per la piaza. Be aza ecc.

3. La zota me dona una cotta,
la voi pur che la fo-
fornisa a conpimento. Ben aza ecc.

4. La zota va per l’erba
e ‘1 g’è in mezo la mer-
[lo] merlo da cantar. Ben aza ecc.

5. La zota vene instesa
e mi gì avri la fe-
fenestra del so zardin. Ben aza ecc.

6. Quando la zota si va a l’aqua,
la par pur una va-
vag[a] dona da vardare. Ben aza ecc.

7. La zota me lusenga,
la me porze la le-
la letera de so man. Ben aza ecc.

8. La zota si se lagna,
la voi pur che la saca-
sachiera da paternostir. Ben aza ecc.

9. La zota sta sul muro
e la me mostra el cu-
cura de amar mi. Ben aza ecc.

10. In quel che la vezo boie
la zota me tira per le co-
cordele de li calzar. Ben aza ecc.’


Bibliografia e fonti

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