Diuisione della Musica in Speculatiua et in Prattica; per la quale si pone la differenza tra il Musico et il Cantore. Capitolo 11.
INTRAVIENE nella Musica quello, che suole intrauenire in alcuna dell’altre scienze: conciosiache diuidendosi in due parti, l’vna Theorica, o Speculatiua, et l’altra Prattica vien detta. Quella il cui fine consiste nella cognitione solamente della verità delle cose intese dall’intelletto (il che è propio di ciascuna scienza) è detta Speculatiua; l’altra che dall’essercitio solamente dipende, vien nominata Prattica.
La prima, come vuol Tolomeo, fu ritrouata per accrescimento della scienza, imperoche per il suo mezo potemo ritrouar nuoue cose, et darle augumento: Ma la Prattica solamente è per l’operare; come dissegnare, descriuere, et fabricare con le mani le cose occorrenti. Questa alla prima non altramente si sottomette, di quello che fa l’appetito alla ragione, et è il douere: conciosia che ogni arte, et ogni scienza naturalmente ha per più nobile la ragione con la quale si opera, che l’istesso operare.
Onde hauendo noi dall’Animo il sapere, et dal Corpo, come suo ministro, l’opera; è cosa manifesta, che l’animo vincendo et superando di nobiltà il corpo, quanto alle operationi sia ancora più nobile: tanto più, che se le mani non operassero quello, che dalla ragione gli è commandato, vanamente et senza frutto alcuno si affaticarebbeno.
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@blog e ora cominciano i casini, che Zarlino lo prenderei a sberle, lui e tutti i teorici.
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