L’antitarlo

(e intanto arriva arriva il bel tempo)

Oggi abbiamo iniziato a mettere l’antitarlo. A leggere gli effetti se inalato o ingerito, vien voglia di scappare via. Scapperanno speriamo i tarli.

Dovevo finire Ecco di dolci raggi, ecco qui al volo la seconda parte, Io, ch’armato sin’hor, prima di bruciarmi le corde vocali con le inalazioni perigliose (mi accorgo solo ora che i versi son in ottava rima. Ecco spiegata una parte di questa bellezza).

Oggi ho proseguito anche con le lezioni di notazione rinascimentale; Giovanna, da Marsiglia, in cambio mi sta insegnando notazione di musica indiana. Una meraviglia.

Intanto i giorni corrono avanti.

Ecco di dolci raggi il sol armato
del verno saettar la stagion florida.
Di dolcissim’amor inebriato,
dorme tacito vento in sen di Clorida.
Tal’hor però, lascivo e odorato
ondeggiar tremolar fa l’herba florida;
l’aria, la terra, il ciel spiran amore:
Arda dunque d’amor, arda ogni core!

Io, ch’armato sin hor d’un duro gelo,
degli assalti d’amor potei difendermi;
ne l’infocato suo pungente telo
puote l’alma passar o ‘l petto offendermi.
Hor che il tutto si cangia al novo cielo,
(a due begli occhi ancor non dovea rendermi)
sì si disarma il solito rigore:
Arda dunque d’amor, arda il mio core!

Ho preso la musica da CPDL, ormai è di dominio pubblico incontrastato

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(self made)